Il teleriscaldamento
è una tecnologia molto diffusa nei Paesi del Nord Europa
ma, recentemente, si sta diffondendo anche in Italia. Una centrale di
teleriscaldamento ha una efficienza che, grazie alle sue dimensioni
che la rendono paragonabile ad un grande impianto centralizzato, è
molto superiore a quella di una qualsiasi caldaia condominiale, per
quanto efficiente possa essere quest'ultima.
Perchè ha un'efficienza superiore?
Una centrale termica per il teleriscaldamento è più efficiente
di una piccola caldaia sia per le tecnologie avanzate che impiega, sia
perchè il suo regime di funzionamento è molto costante.
Una caldaia che debba riscaldare un singolo appartamento è costretta
ad accendersi e spegnersi in continuazione a seconda delle richieste a
cui è soggetta. In un impianto di dimensioni molto molto superiori,
le oscillazioni nelle richieste tendono a compensarsi e fare in modo che
la centrale lavori a potenza praticamente costante. Questo fatto aumenta
notevolmente l'efficienza.
Perchè è più ecologico?
Il teleriscaldamento è più ecologico, rispetto ad una piccola
caldaia, sia per i motivi legati alla sua superiore efficienza, che per
il fatto che viene sottoposto con maggiore frequenza a verifiche delle
emissioni inquinanti.
Come funziona il teleriscaldamento?
Lo schema del teleriscaldamento è visibile nella figura sopra.
Una grande centrale produce acqua calda (80-90°C), acqua surriscaldata
o vapore che, attraverso una rete di tubazioni interrate e ben isolate,
viene distribuita alle singole abitazioni dove, attraverso uno scambiatore
di calore acqua-acqua o vapore-acqua, viene prodotta l'acqua per il
riscaldamento o l'acqua calda per impiego sanitario. L'acqua della rete,
dopo aver ceduto il suo calore, ritorna alla centrale. Dal punto di
vista della singola abitazione, la tradizionale caldaia viene sostituita
dallo scambiatore.
Lo scambiatore è soggetto, come le caldaie, alle normative e
controlli Ispesl ed alla direttiva europea Ped sugli apparecchi in pressione.
Ogni impianto deve inoltre anche essere certificato secondo le leggi
vigenti.
Le centrali di produzione possono impiegare diversi combustibili: gas,
oli combustibili, carbone, biomassa o rifiuti.
Quando la produzione di calore è associata a quella di energia
elettrica, si parla cogenerazione.